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Il mondiale di Vigo ha chiuso la stagione 2006 dei Platu25. Una stagione
che in Italia è stata un pò fiacca. Un Campionato Italiano con solo 25
barche e un Circuito Italiano, sponsorizzato Audi, con una media di 20-25
barche a tappa. Ma in campo
internazionale la musica cambia. In Germania e
in Spagna i Platu25 sia stanno diffondendo sempre di più e in questo
mondiale Spagnolo si è visto quanto. 82 barche partecipanti e un livello
tecnico niente male. Gli spagnoli sono stati grandissimi
nell'organizzazione. Come ho già detto nei miei precedenti resoconti i
padroni di casa hanno sfoderato un'accoglienza incredibile. Tutti i locals,
ma proprio tutti, mostravamo l'entusiasmo di avere in casa i 400 velisti
dei Platu25. In ogni occasione ci mostravano la loro disponibilità, non
solo al Real Club Nautico di Vigo, ma anche in città, dove tutti sapevano
del Mondiale, e come ti vedevano subito si informavano sulle regate. E
proprio per questo l'organizzazione ha fatto carte false per posizionare i
campi di regata molto vicini a terra. Partenza a due minuti dal porto, boa
di bolina attaccata la molo dove regolarmente c'era una bella folla che
seguiva le regate. Per rendere tutto ciò possibile il Comitato di regata è
stato costretto a ridurre un pò il campo di regata e ha dovuto dividere la
flotta in batterie che hanno creato non poche discussioni tra i regatanti.
Infatti dopo la prima divisione fatta a sorteggio, si sono formati due
gruppi con relative teste di serie. In realtà la divisione non veniva mai
equa e c'era sempre un gruppo più difficile dell'altro. Poi, gli ultimi
due giorni si è finalmente corso con la gold (i primi 40) e la silver
fleet. Ma anche qui c'è da dire qualcosa: Le eliminatorie, i cui risultati
ti portavi dietro per tutto il Campionato, sono state corse con vento
leggero. Le ultime sei regate invece abbiamo avuto vento più fresco. Il
risultato? Un esempio su tutti: Honk, il tedesco che ha
chiuso al 41°
posto dominando la silver fleet, non è riuscito ad entrare nei primi 40
per il vento leggero. Ma se avesse corso nella Gold con il vento più
fresco si sarebbe tranquillamente inserito tra i primi 10. L'anno scorso a
Portorotondo col ventone ha fatto un primo e un terzo!! Assimilato
tutto l'ambaradan delle batterie si parte. Già dalle prime regate si
capisce che per gli italiani la vita sarà dura. Solo Sandro Montefusco
tiene il ritmo dei primi due spagnoli. Manuel Weiller e Fernando Echavarri
mostrano subito il loro talento. Il primo è un esperto della classe avendo
già vinto il titolo spagnolo, il secondo, già iridato Tornado e timoniere
di Movistar all'ultima Volvo Ocean Race, è salito per la prima volta sul
B25 3 (tre!!!) giorni prima del Campionato. Noi regatiamo tranquilli ma
scopriamo, come tutti quanti, che quando una delle numerose alghe o
sacchetti galleggianti va a incastrarsi nel bulbo o nel timone la regata è
finita. Noi la scopriamo con un bel 28°. Però un 5° un 9° e un 12° ci
portano nella Gold Fleet. Finalmente si inizia a regatare in "reale". Il
piazzamento a mare e reale e non deve confrontarsi con l'altra batteria.
La prima prova è impressionante con tutti i più forti che non mollano un
metro. Gli ultimi bordi sono frenetici. Un salto di vento di pochi gradi
ti fa passare dal ventesimo al quinto in un attimo. Riusciamo a passare
nei dieci ma alla boa di poppa non si riesce a capire più niente. Alla
seconda bolina siamo di nuovo nei dieci e all'arrivo siamo 10°. Nella
seconda prova finiamo 34. All'arrivo scopriamo il classico pezzo di
cellofan attaccato sulla deriva . Poi continuano con una serie di risultati
mediamente positivi che ci portano al 15° posto in generale. Avanti gli
spagnoli dettano legge e si profila lo scontro tra Weiller e Echavarri.
Tra gli italiani solo quel simpaticone di Bressani rimane in zona podio.
Ma anche i ragazzi di Novepuntodue mostrano una bella regolarità regatando
nei primi dieci. Sono proprio bravi e attenti. L'ultimo giorno il vento è
ancora più fresco. Nella prima prova siamo nei dieci con i nostri vicini
di classifica nelle retrovie. Sembra concretizzarsi il sogno di entrare
nei 10 in classifica generale. Ma ecco la sfiga: rompiamo la drizza dello spi nell'ultima poppa. Finiamo 28, ma il danno più grande è che per la
successiva prova non abbiamo un'altra drizza. Siamo costretti a tirare giù
il fiocco prima di dare spy e viceversa. Chiudiamo ultimi la prova e 21 il
campionato. Peccato. Nella parte alta della classifica cosa succede? Vi
ricordate il finale da thriller di Portorotondo? Con i ragazzi di Fra
Martina che protestano fino all'ultimo? Beh qui a Vigo Bressani & C. non
si sono smentiti. Terzi in classifica generale protestano il secondo (Echavarri)
per un incrocio dubbio e vincono la protesta. Sono secondi, ma non gli
basta. Pensano un pò e si inventano una protesta di stazza al primo per un
fantomatico bulbo dei vincitori più grosso del consentito. Con premiazione
già fatta I fratelli Pavesio assieme al loro skipper Bressani convincono
la Giuria a misurare il bulbo di BMW, l'imbarcazione vincitrice in mare.
Misura e rimisura la barca si rivela perfettamente in regola e i ragazzi
di Fra Martina danno un ulteriore conferma del loro fair play tanto che
anche un giudice dice loro: "Ma perchè avete aspettato all'ultimo giorno
per fare questa protesta?" Quindi fallita la scalata al titolo mondiale
l'imbarcazione italiana si deve accontentare del secondo posto.
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Anche in Spagna la tendenza è regate vicino a terra con grande visibilità |

Gli spagnoli di Movistar sono stati squalificati dopo una protesta di
Bressani. Senza avrebbero chiuso al secondo posto |

Novepuntodue. Per la barca portata da Ugo Giordano un ottimo 11° posto in
generale |

Uno scatto curioso di Roberto Marci |

La sede del Real Club Nautico di Vigo. In primo piano una scultura che
ritrae Jules Verne. Ottima l'organizzazione delle regate in mare e a terra |
 
Uomo a mare su Bmw. Ma il ripescaggio è stato velocissimo e non ha
condizionato il risultato finale |

Fernando Echevarri è salto in barca due giorni prima del mondiale. Però
nel suo palmares c'è un mondiale Tornado e una Volvo Ocean Race e....
tanta modestia, spesso rara nei nostri campioni
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Petrilla del Presidente italiano della Classe Edoardo Barni. Aveva al
timone Francesco Cruciani |

Il megaschermo su cui a terra si seguivano le regate |

Finale sfortunato per i nostri di Lampogas (Antonello Ciabatti, Chicco
Vallicelli, Ferdinando Guareschi, Davide Pasini, Tania Facciolo e Lucio
Bitossi). Nell'ultima giornata hanno
rotto la drizza dello spy nella prima prova. Per dare lo spy dovevano
prima tirare giù il fiocco. Puntavano ad entrare nei primi dieci e sono
finiti ventunesimi. |

Paolo Cian quest'anno non è riuscito a replicare le prestazioni dello
scorso anno. Un pò le alghe, un pò le difficili condizioni Bonaventura ha
chiuso al 13° posto |

Grande lavoro per Roberto Benamati tattico di G&BL. Azzeccare il lato
giusto del campo di regata era veramente difficile. |