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29.09.06 |
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“Pardini, te tu ti devi mastihare la lingua per venti minuti!” |
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Così gli amici toscani salutano Roberto Pardini alla conclusione del Campionato Italiano Match race |
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Questo il caustico commento di un simpatico elbano e la perfetta sintesi della spedizione del Sardinia sailing team al Campionato italiano assoluto match- race, nella splendida Marina di Campo, isola d’Elba. Pur se la classifica di Roberto Pardini, 210 Isaf prima del campionato, non pareva sufficiente a consentirne l’ingresso nei primi dodici italiani della specialità, la defezione di Roberto Ferrarese ha dato il via libera a Roberto, per l’occasione insieme a Giandomenico Murru, Nello Stinca, Giancarlo Piroddi e Luca Vitale. Peraltro i dodici ammessi si riducevano ulteriormente a dieci, in quanto Matteo Savelli, fresco campione del mondo Farr 40 e atteso dal ministro Melandri per la consegna di un riconoscimento, chiedeva al comitato se fosse possibile programmare i suoi match tenendo conto di questo impegno. Occorreva l’unanimità dei consensi dei concorrenti, ma alcuni, convinti seguaci di De Coubertin, negavano questa possibilità. Assente anche Dubbini, forse incerto sul da farsi. La formula prevedeva round robin semifinali e finale, da disputare nei quattro giorni a disposizione, peraltro caratterizzati da condizioni meteo estremamente favorevoli, con leggere brezze da sud. Solo l’ultimo giorno l’arrivo di una perturbazione con 15-18 nodi di scirocco ha movimentato un po’ le regate. Subito in salita per i nostri, chiamati ad un match d’esordio contro il favorito della manifestazione, l’elbano Segnini, 31 Isaf. Ma un Pardini deluxe regatava con tranquillità e sicurezza e portava a casa il punto. Aggiudicatosi anche i successivi due incontri, di cui quello con Vescia era la rivincita dell’ultimo grado 4 a Piombino, perso da Pardini in una rocambolesca finale, il Sardinia team poteva chiudere la prima giornata a punteggio pieno. Seconda giornata e la fortuna comincia a girare. Infatti nello scontro con il giovanissimo promettente anconetano Onofri, si riusciva a perdere un match, condotto con un lato di vantaggio, per aver girato una boa di bolina sbagliata. A giustificazione di questo errore madornale va detto che il comitato di regata diabolicamente aveva di deciso di far regatare la prima e la terza coppia del volo con cambio di percorso e la seconda coppia, che partiva tra le due a distanza di 5 minuti, sul percorso normale, cioè su una boa di bolina posta a 30 metri dall’altra. Questo svarione faceva perdere un po’ di concentrazione al team, che oltre a vincere altri 5 incontri incassavano un’altra sconfitta dall’ottimo e giovane Pasini, che tra l’altro riusciva a rifilare due penalità ai quasi sardi. Comunque con sette vittorie e due sconfitte era garantito l’accesso alle semifinali, che al meglio delle tre regate vedevano gli incontri Vescia-Onofri e Pardini-Pasini. Fuori a sorpresa Segnini che, pur in vantaggio nella sfida decisiva con Pasini, non riusciva ad aggiudicarsi il punto. Vescia aveva ragione agevolmente di Onofri per due a zero e Pardini altrettanto agevolmente si portava sul uno a zero su Pasini. Ma nella seconda regata grandinavano di nuovo le penalità, peraltro non tutte condivisibili, e Pasini pareggiava i conti. Terza e decisiva sfida per l’ingresso alla finalissima, su un campo di regata con vento quasi assente e con consistenti cambi di direzione. L’equipaggio Pardini, sembrava ritrovare il killer instinct e quando mancava un solo lato di poppa, anzi di lasco visto un netto salto di vento, sembrava destinato ad una sicura vittoria. Ma sull’ultima boa una manovra a dir poco infelice regalava la vittoria e la finale ad un incredulo e grato Pasini. I giudici decidevano di far subito almeno iniziare le finali. Pasini, sull’onda del vittoriosa semifinale metteva un primo punto in tasca, e Pardini & company in versione Zombie cedevano le armi senza opporre grossa resistenza. Ma la notte rimetteva in sesto il morale dei nostri, che dopo aver analizzato con calma l’accaduto erano di nuovo pronti a combattere. Con condizioni meteo più gagliarde, vento e grosse onde da scirocco, prima pareggiavano e poi chiudevano la finalina per 2 a 1, con due belle regate senza sbavature. Vescia dal canto suo, dopo aver visto la sconfitta ad un palmo quando Pasini conduceva la quarta prova a pochi dall’arrivo, riusciva infine a far valere la maggiore esperienza e si laureava campione italiano 2006 alla quinta e decisiva regata. Il terzo posto finale, seppure lascia con un po’ di amaro in bocca, consentirà comunque a Roberto Pardini un notevole salto in classifica mondiale e quindi l’ammissione a regate di livello sempre maggiore, ed al Sardinia sailing team di acquisire quella esperienza assolutamente necessaria per gestire l’estrema ma appassionante tensione di questa specialità. Alla prossima Giandomenico
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